Via ai blocchi operativi che limitano lo sviluppo del commercio elettronico, via le briglie alle soluzioni di pagamento on-line. Sono queste le indicazioni suggerite dalla Commissione europea, che attraverso un documento ha ufficialmente varato 16 azioni volte a raddoppiare, da qui al 2015, la quota dell’eCommerce nelle vendite al dettaglio (oggi ferma al 3,5%) oltre che il peso dell’economia internet sul PIL europeo (oggi fermo al 3%).
L’Unione Europea punta dritto sull’E-commerce
Meno data center, più cloud computing
In un solo lustro, dai 130 exabyte del 2010, entro il 2015 si passerà a 1,6 zettabyte annuali, ovvero 22 trilioni di ore di musica streaming, 5 trilioni di ore di conferenza aziendale via webcam o 1,6 trilioni di ore di streaming video in alta definizione. Sono questi i numeri in prospettiva del traffico cloud computing globale, secondo la ricerca Global Cloud Index stilata dall’azienda Cisco.
Imprese italiane, il futuro tutto in una “nuvola”
Una vera e propria rivoluzione, in grado di trasformare l’informatica, la struttura organizzativa delle aziende, la filiera della distribuzione, gli incarichi degli operatori telefonici. Ad innescare questo effetto domino è e sarà la tecnologia del cloud computing, ovvero quell’insieme di tecnologie che sotto forma di un servizio offerto da un provider al cliente, permettono di memorizzare, archiviare ed elaborare dati mediante l’utilizzo di risorse hardware/software distribuite in rete. Un processo che sta prendendo avvio nelle grandi aziende, ed è destinato a coinvolgere anche le PMI.
Le aziende italiane a favore della “nuvola” Cloud
Un insieme di tecnologie che permettono, sotto forma di un servizio offerto da un provider al client, di memorizzare, archiviare o elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in rete. Parliamo, in altre parole, di Cloud Computing, strumento che in Italia raccoglie sempre più aziende proselite, soprattutto per quanto concerne la salvaguardia dei dati. Così sostiene l’indagine “Insights: Data Protection and the Cloud 2011″ elaborata da CA Technologies sulla scorta di numeri inequivocabili: preso in considerazione un campione di realtà produttive, l’81% ha dichiarato di aver mantenuto costante o aumentato nel 2010 il budget per la protezione dei dati. Gli altri, intesi come il restante 19%, intendono invece accodarsi in breve tempo.



