Salvagente “digitale” per il PIL italiano
Una fetta del Prodotto Interno Lordo pari al 4 per cento. Entro il 2015 potrebbe arrivare a tal risultato la web economy in Italia, così almeno sostengono i risultati dell’indagine condotta dal Digital Advisory Group. Conosciuto con l’acronimo di DAG, il gruppo promosso da American Chamber of Commerce in Italy si compone di una trentina tra aziende, enti pubblici, organizzazioni e università. Tutte orientate a sviluppare il potenziale dell’economia digitale.

Una brutta tegola rischia di abbattersi sull’e-commerce . L’Unione Europea ha infatti deciso di rivedere la direttiva “Consumers Rights”, regolamento che disciplina tutti gli aspetti dell’acquisto, delle informazioni e delle garanzie nelle transazioni commerciali tra venditori e acquirenti. Su tutte spicca la proposta di “armonizzazione totale” tra le normative oggi vigenti negli stati nazionali: un livellamento (verso l’alto) degli standard di protezione dei consumatori in tutti i 27 Paesi membri, con un riferimento più o meno esplicito rappresentato dalla Germania.
Anche quest’anno si è svolto a Milano l’ecommerce forum, organizzato dal consorzio Netcomm, l’ente che si occupa dello sviluppo del commercio online nel nostro paese. Il forum, come ogni anno, è un’occasione per analizzare gli ultimi dati disponibili, per fare il punto della situazione sul commercio elettronico in Italia e per aggiornarsi sugli ultimi trend direttamente dagli esperti del settore.