Stop Online Piracy Act. Si chiama così un disegno di legge che negli Stati Uniti, se attuato, potrebbe creare seri danni alla struttura di Internet. In caso di attuazione, infatti, il SOPA interverrebbe sulle funzionalità di base del sistema Domain Name Service, meglio noto come DNS. Lo scopo? Bloccare l’accesso a siti web non certificati o contenenti materiale protetto da copyright. Una soluzione che divide il web: a suo favore si pongono diverse aziende, soprattutto del settore intrattenimento. Sull’altro lato della barricata ecco invece Google, Mozilla e altri “player” che sostengono in toto la libertà di Internet.
Filtro SOPA, Internet corre seri pericoli
Acquisti on-line, le ragioni della crescita
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isparmio per il portafoglio, comodità, possibilità di reperire merci non sempre proposte dal mercato nazionale. Sono questi i paradigmi che inducono un numero crescente di consumatori italiani ad acquistare on-line. Da postazione fissa o utilizzando i supporti che consentono di concludere delle operazioni anche in mobilità. La conferma arriva da una ricerca di mercato, realizzata dall’istituto Gfk Eurisko, sulla base di un campione ampio e variegato di cittadini. Tra gli intervistati, il 30% ha concluso negli ultimi 3 mesi delle operazioni sul Web.
Raddoppiano in Europa gli acquisti on-line
Quella dello shopping on-line è una realtà sempre più viva, e vitale per il mercato. Le statistiche elaborate dall’Unione Europea dicono che negli ultimi cinque anni sono raddoppiati gli acquisti di prodotti e servizi via Internet. Una realtà consolidata soprattutto nelle nazioni settentrionali e occidentali del continente, quelle ovvero a maggior tasso di sviluppo e benessere. L’incremento degli acquisti cibernetici è dovuto anche agli accresciuti livelli di penetrazione della rete: secondo gli ultimi dati Eurostat, l’accesso al web dei nuclei familiari ha raggiunto nel 2010 il 70%.
Utilizzare Spring nelle web application – parte 6
Finalmente vedremo come realizzare le pagine JSP, ma prima, come al solito, bisogna mettere mano ai file di configurazione. Negli scorsi articoli infatti siamo partiti da una situazione molto generica, per poi suddividere l’applicazione in strati; questo ci obbliga ad effettuare periodicamente dei refactoring dei sorgenti; con la versione 3.x di Spring comunque si è cercato di semplificare molto le configurazioni, quindi si tratterà di cambiamenti molto isolati.



