Vendere all’estero: l’ecommerce in Germania

Vendere con il proprio ecommerce in Germania

Dopo aver parlato di Svizzera e Francia oggi ci concentriamo sul vendere tramite ecommerce in Germania e sugli aspetti che bisogna prendere in considerazione per aprire le porte del proprio store online anche al pubblico tedesco.

Il mercato digitale tedesco è in continua e forte crescita ormai da alcuni anni. Già nel 2012 vennerò acquistati prodotti per quasi 30 miliardi di euro! Per questo motivo rivolgersi, con il proprio store online, al pubblico tedesco potrebbe consentire di raggiungere grandi obiettivi.

Vendere prodotti, specialmente made in Italy, oltre confine può essere la mossa che fa decollare il proprio portale ecommerce. Non tutto però è semplice come può sembrare. Ci sono moltissimi aspetti che il manager di un ecommerce deve tenere in considerazione. Come configurare il proprio store? Quali normative considerare per vendere tramite ecommerce in Germania?

Vendere in Germania con il proprio ecommerce

La legislazione tedesca è molto rigida su diversi aspetti. Ci sono norme specifiche riguardo a modalità di imballaggio e riciclaggio. Le condizioni generali di vendita e le normative sulla privacy devono sottostare a stringenti limiti.

Ogni prodotto deve essere etichettato in modo adeguato e deve presentare una descrizione esaustiva del contenuto (in caso di prodotto alimentare), istruzioni e indicazioni di sicurezza.

Per quanto riguarda il riciclaggio la scelta migliore consiste nell’agganciarsi ad un sistema per il riciclaggio degli imballaggi, delle batterie e di tutti i prodotti elettrici/elettronici. Non bisogna poi dimenticarsi di segnalare al registro per i rifiuti elettrici/elettronici (RAEE) i prodotti trattati.

C’è poi l’annosa questione della fatturazione. Tutte le aziende che generano in Germania un fatturato superiore ai 100000€ sono obbligate a registrarsi ed emettere fattura con IVA tedesca. Le aziende con fatturato inferiore ai 100000€ hanno libertà di scelta, tenendo conto che in Germania l’IVA è al 19%.

C’è poi l’eccezione che riguarda i servizi digitali o comunque di natura elettronica (come gli ebook): dal 1 gennaio 2015, in caso l’acquirente sia un cittadino tedesco, è obbligatorio per qualunque azienda emettere fattura con partita IVA tedesca.

Oltre a tutte queste norme ci sono poi le abitudini degli utenti tedeschi relativamente all’utilizzo di portali ecommerce. I tedeschi ad esempio si aspettano di potersi mettere in contatto telefonico con l’azienda da cui hanno acquistato e trovare un interlocutore che parli perfettamente tedesco.

Ovviamente lato portale la traduzione in tedesco deve essere eseguita da professionisti e non ci si può affidare a strumenti automatici che, seppur utili, non possono sostituirsi a personale qualificato o, ancor meglio, madrelingua.

Inoltre i tedeschi sono abiutati a consultare un catalogo (anche cartaceo) prima di acquistare un prodotto. Per questo motivo la propria strategia di marketing deve essere necessariamente multicanale. In Germania poi gli utenti si aspettano un servizio di logistica e spedizione praticamente perfetto: rapidità, attenzione ai dettagli e sicurezza del trasporto.

Per quanto riguarda i metodi di pagamento, in Germania è prevalentemente utilizzati il bank transfer entro 10 giorni dal ricevimento della merce. In aggiunta a questo, gli utenti tedeschi che acquistano online si aspettano di poter effettuare un reso senza alcun costo aggiuntivo.

Vendere con il proprio ecommerce in Germania non è affatto semplice, ma con attenzione ed impegno si può riuscire ad entrare in un mercato incredibilmente vasto che può portare ad un grande salto.

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