Vendere all’estero: l’ecommerce nel Regno Unito

Vendere con il proprio ecommerce nel Regno Unito

Concludiamo la nostra carrellata sui paesi europei verso cui si potrebbe aprire il proprio portale ecommerce per aumentare il giro d’affari parlando del Regno Unito. Per il momento è ancora parte dell’Unione Europea, quindi deve attenersi alle normative comunitarie, anche se non utilizza la moneta unica.

I dati parlano chiaro: il mercato britannico è il più importante dal punto di vista dell’ecommerce nel panorama europeo. Già nel 2013 il giro d’affari era pari a 500 miliardi e la crescita è costante e importante. Come procedere, dunque, per avviare la vendita tramite ecommerce nel Regno Unito?

Vendere nel Regno Unito con il proprio ecommerce

Prendendo come riferimento il mercato online francese di cui abbiamo già parlato, la situazione nel Regno Unito è decisamente diversa. La legislazione britannica è molto meno stringente relativamente alle libertà contrattuali dei rivenditori.

In particolare, per quanto riguarda la chiusura dei contratti e la validità di termini e condizioni generali, la scelta in UK è stata quella di stare maggiormente dalla parte dei rivenditori.

Questo però non accade quando si parla di prezzi e garanzia. Relativamente agli sconti, ad esempio, ci sono indicazioni chiare: deve essere richiamato un prezzo di riferimento che può essere il prezzo inizialmente praticato, il prezzo praticato da un altro rivenditore, il prezzo consigliato per quel particolare prodotto o ancora il prezzo del produttore.

Esiste un limite di tempo pari a 1 mese per gli sconti speciali sugli articoli in liquidazione. Non si può superare il mese di durata anche con i prezzi pensati appositamente per il lancio dei prodotti.

Relativamente alle norme sulla garanzia, esse sono sostanzialmente simili a quelle dell’Unione Europea. Un’importante differenza riguarda i prodotti usati: in UK sono equiparati in tutto e per tutto a quelli nuovi quindi alla vendita di un prodotto usato vengono applicate le stesse norme riguardanti i prodotti nuovi.

Un ultimo importante aspetto riguarda i reclami: nel Regno Unito i consumatori possono agire entro e non oltre i 6 anni dal momento della ricezione della merce. Questo periodo è ridotto a 5 anni unicamente in Scozia.

Ora che avete le idee un po’ più chiare circa gli aspetti che maggiormente influiscono sulla possiibilità di vendere all’estero attraverso un portale ecommerce, quale paese sceglierete? Preferireste lanciare il vostro ecommerce nel Regno Unito o in Francia? In Germania o in Svizzera?

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