Cosa sono i servizi di housing e colocation?

Cos'è l'housing per i server?

Il concetto di housing, sempre più utilizzato dagli addetti ai lavori, fa riferimento alla concessione a un utente di uno spazio fisico in locazione in cui inserire il server che l’utente stesso possiede. Tale spazio fisico si trova, di solito, all’interno di armadi specifici chiamati rack, mentre i server in linea di massima sono ospitati in server farm grazie a cui viene assicurata una gestione ottimale di tutti gli aspetti infrastrutturali, oltre che relativi a software e hardware.

Attraverso la colocation – altro nome con cui si definisce l’housing – il proprietario della macchina fisica e dello storage connesso li trasferisce presso il data center, cioè il servizio di locazione dell’infrastruttura.

L’housing viene scelto in modo particolare per applicazioni di reti critiche che presupporrebbero delle infrastrutture autonome eccessivamente costose.

Il rack è un sistema standard di installazione di componenti hardware, come i server appunto, composto da una struttura modulare a scaffale alta 1.75 pollici (poco più di 44 millimetri) e larga 19 pollici (poco più di 48 centimetri) per ciascuna unità che ospita. Il numero di unità e la lunghezza di un rack sono variabili: nella maggior parte dei casi, le dimensioni standard sono da 12 unità, da 25 unità e da 42 unità, mentre la lunghezza supera i 60 centimetri. I rack da 42 unità possono essere suddivisi in tre scaffali, ognuno dei quali costituito da 14 unità, tutti con accesso separato.

I vantaggi offerti dai rack sono di carattere pratico, nel senso che questi dispositivi permettono di contenere in maniera ordinata server, router o switch, garantendo un accesso semplificato e la massima flessibilità. Per esempio, nel caso in cui ci fosse bisogno di aggiornare un componente o di provvedere a una sostituzione in conseguenza di un guasto, la manutenzione potrebbe essere portata a termine senza difficoltà e, soprattutto, in totale sicurezza. I server poggiano su specifiche slitte in metallo scorrevoli, così che ogni componente possa essere estratto con facilità. Essi sono costruiti soprattutto in case di forma rack: i più piccoli occupano una o al massimo due unità, mentre possono volerci fino a dieci unità per i server blade.

Molte aziende scelgono di usufruire di un data center all’interno dell’azienda stessa: in questo modo si ha la possibilità di agire in tempi rapidi in caso di necessità, potendo disporre di tutti i dati in tempo reale e avendo la certezza che quegli stessi dati siano blindati nella rete aziendale, senza i rischi che potrebbero derivare da minacce software o intrusioni di altro tipo. Ciò non toglie che una scelta di questo tipo possa rivelarsi impegnativa per un’azienda, in quanto prevede di farsi carico di costi non indifferenti.

L’allocazione di un data center, infatti, presuppone i costi di aggiornamento dell’hardware, dei software e dei server del data center, ma anche l’acquisto dello stesso hardware e in generale di tutte le risorse necessarie per gestire i dati, senza dimenticare la necessità di disporre di sale e aree fisiche da destinare a questo scopo.

Proprio per questo motivo si sceglie di ricorrere alla soluzione dell’housing, con una esternalizzazione del data center che può riguardare tanto un server singolo quanto un sistema ben più complesso. Non ci sono più costi vivi di manutenzione, né si devono temere eventuali problematiche che possano avere a che fare con l’alimentazione o con la connettività.

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