Quali sono i migliori linguaggi di programmazione per iniziare?

Linguaggi di programmazione

Per individuare i migliori linguaggi di programmazione è necessario scoprire quali esigenze si desidera soddisfare. Vale la pena, quindi, di fare una panoramica delle tante possibilità a disposizione.

Iniziamo – per esempio – da Java, linguaggio che viene impiegato soprattutto per la portabilità e ideale nel caso in cui si voglia dare vita a un programma che possa essere eseguito tanto su Windows quanto su Linux e Mac; Java, inoltre, viene adoperato anche per la creazione di applicazioni per Android. Java è nato, in principio, per contenere librerie e strumenti per il networking, per garantire la maggiore indipendenza possibile dalla piattaforma, per essere orientato agli oggetti e per l’esecuzione di codice da sorgenti remote nella maniera più sicura possibile. Una particolare implementazione della piattaforma Java può essere individuata nel Java Runtime Environment, mentre il Java Development Kit è essenziale per sviluppare i programmi in Java partendo dal codice sorgente.

La soluzione più indicata per le applicazioni per Windows Phone e per Windows 8, poi, è C#, mentre quella per le applicazioni per iOS è Objective C.

La maggior parte dei linguaggi di programmazione ha strutture e concetti simili tra loro.

Per esempio, PHP è il linguaggio di scripting che viene impiegato per la maggior parte dei siti dinamici. Esso viene usato per lo sviluppo di applicazioni web lato server, oltre che per applicazioni stand – alone con interfaccia grafica o per la scrittura di script a riga di comando. Per molti aspetti PHP riprende la sintassi del C, e si interfaccia con un gran numero di database, come per esempio Microsoft SQL Server, Postgre SQL e Firebird. Può integrarsi, inoltre, con piattaforme e linguaggi come .NET e Java.

Per i principianti, può essere utile fare riferimento anche a Python, linguaggio di programmazione di alto livello che può contare su una libreria built-in molto ricca e variegata. Python è comodo da utilizzare non solo per i costrutti per la gestione delle eccezioni molto robusti, ma anche per la gestione automatica della memoria e per la possibilità di supportare paradigmi differenti di programmazione, tra i quali quello funzionale, quello imperativo e quello object – oriented. Si tratta di un linguaggio semplice da imparare, visto che nelle intenzioni di chi l’ha creato, Guido van Rossum, è stato realizzato per risultare il più possibile intuibile. In effetti, i suoi costrutti non sono per nulla ambigui, mentre la sua sintassi è snella e pulita.

Per iniziare, può essere utile fare riferimento anche a Smalltalk, un linguaggio orientato agli oggetti, che pure ha il difetto di essere poco diffuso. Nonostante ciò, assicura una notevole solidità, vanta una sintassi semplice e si basa su un software libero. Il paradigma di programmazione riflessivo evidenzia come questo linguaggio sia dinamico e, sotto molti punti di vista, innovativo, anche perché ha trasformato il modello procedurale tradizionale passando dalla separazione tra dati e programmi a un paradigma che si fonda su un oggetto che include tanto i programmi quanto i dati, inseparabili tra loro.

Infine, merita di essere menzionato anche il linguaggio di programmazione Delphi, già noto in passato come Object Pascal, che pur essendo stato sviluppato in un primo momento solo per Microsoft Windows è stato, in seguito, ampliato anche a PHP (Kylix), a GNU / Linux e al framework .NET di Microsoft. Delphi viene impiegato in modo particolare per le applicazioni desktop che si fondano sui database, ma può essere impiegato, in realtà, per qualunque genere di progetto. Uno dei suoi punti di forza è la manipolazione trasparente degli oggetti.

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Commenti

  1. avatarPaolo Redaelli

    Non capita tutti i giorni di veder nominato SmallTalk, uno dei “papà” di Eiffel
    Soprattutto non capita tutti i giorni di vedere usata la definizione “software libero”.
    Ottimo!