Facebook Reaction, migliora il tasto “mi piace”

Facebook Reactions

Il mondo dei Social Network è sempre in fermento, l’intento di migliorare il servizio coinvolgendo gli utenti, il tentativo di attirare nuovi account e, soprattutto, quello di non perderne, producono continue innovazioni.

L’ultima arriva dal colosso Facebook il quale ha introdotto una novità in una delle sue principali funzioni: il tasto “mi piace”. Questo tasto, infatti, si è evoluto introducendo Facebook Reactions una funzionalità che permette agli utenti di esprimere il loro stato d’animo con più precisione. Un passo verso gli utenti, verso una maggiore espressività, dunque, sulla scia delle scelte recentemente fatte anche da Twitter.

Il celebre “mi piace” era da tempo risultato insufficiente per esprimere emozioni e poteva risultare addirittura sgradevole in alcune occasioni. Il problema era anzitutto con l’empatia: cliccare “mi piace” ad un post contenente una notizia negativa o tragica poteva sembrare contraddittorio e non permetteva agli utenti di esprimere al meglio il loro stato d’animo.

Adesso, tramite l’ampliamento della gamma di reazioni possibili, è più semplice esprimere direttamente il proprio pensiero senza cadere in incomprensioni. Il funzionamento è molto semplice: cliccando sul tasto “mi piace” appaiono le altre reazioni possibili che sono: amore, risa, stupore, tristezza e rabbia. Anche le emoticon sono state scelte attentamente per essere intuitive e perché rappresentano per tutti, in ogni parte del mondo, stati d’animo riconoscibili e condivisi.

Un passaggio che non appare affatto avventato ma che segue un lungo e attento studio da parte di Facebook che da oltre un anno stava pensando a come far interagire maggiormente gli scritti aggirando però l’odiato tasto “non mi piace”.

Anche le aziende, naturalmente, beneficeranno di questa nuova modalità di espressione poiché potranno raccogliere dati molto più precisi e comprendere meglio il pubblico e le sue esigenze. Ma la prima azienda a giovarne sarà proprio Facebook, per il quale incoraggiare l’interazione significa anzitutto raccogliere più dati.

Una novità inevitabile, dunque, che rispecchia i mutamenti tecnologici (soprattutto la sempre maggiore integrazione con i dispositivi mobile) ma che risponde anche ad una precisa strategia commerciale.

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