Guida alla Lead Generation: privacy degli utenti (7)

Lead Generation e protezione della privacy degli utenti

Nell’ultima puntata prima dell’appendice conclusiva di questa guida che cerca di raccogliere le best practice per la lead generation, trattiamo l’argomento più importante quando si parla delle raccolta di contatti: la privacy degli utenti.

Per quanto riguarda la normativa sulla privacy in Italia, essa è contenuta nel Decreto Legislativo 196/2003 che, recependo la normativa europea in merito, ha sancito l’impossibilità di invio di comunicazioni via email senza un consenso informato.

Questo significa che il destinatario del messaggio di posta elettronica deve conoscere chi detiene i suoi dati e con quale fine. Inoltre l’utente deve essere messo in condizione di accedere e richiedere la cancellazione dei propri dati in qualunque momento.

Il rispetto della privacy non è solamente un obbligo di legge: inviare email a chi non desidera riceverle è inutile e costoso! Inoltre peggiora la reputazione del portale e dell’azienda ed abbassa il tasso di affidabilità, in quanto mittente, presso i provider.

Con tutta probabilità l’utente che riceve un messaggio indesiderato lo sposterà nella cartella spam piuttosto che disiscriversi. A causa di ciò si verrà bloccati dai provider rendendo impossibile un futuro invio verso quell’utente.

Come rispettare nel modo più trasparente possibile la privacy degli utenti?

  • Non comprare liste indirizzi da sconosciuti
    Sembra un consiglio da nonna ma è assolutamente valido quando si parla di indirizzi email. In generale è meglio disporre di un database limitato e ben profilato piuttosto che di liste mai verificate. Spesso queste liste a pagamento danno risultati scadenti, peggiorano la qualità dei DB e rovinano la reputazione. Se però questa scelta è ritenuta fondamentale allora verificate il consenso degli utenti inseriti nelle liste.
  • Non prendere indirizzi dalla rete
    Come per il punto precedente, recuperare indirizzi sul web è sbagliato. Senza un espresso consenso degli utenti, questa pratica può portare a notevoli problematiche.
  • Verificare il consenso degli utenti
    Anche quando si inviano DEM a database di fornitori esterni è importante chiedere chiarimenti sulle modalità di raccolta del consenso degli utenti.
  • Inserire sempre il testo del trattamento privacy
    La policy del trattamento dei dati personali è obbligatoria ed è sempre meglio metterla ben in evidenza per rassicurare gli utenti circa la serietà della propria azienda e del proprio portale web. In particolare non deve mancare il nome del responsabile del trattamento dei dati sensibili e le finalità con cui vengono raccolti.
  • Verificare le leggi internazionali
    Le leggi riguardanti la privacy degli utenti sono diverse da stato a stato. La legislazione italiana è una delle più severe tuttavia quando si ha a che fare con nazioni diverse (per attività di digital direct marketing) è sempre meglio documentarsi sulle leggi locali in vigore.
  • Evitare i flag di default
    Quando si propone un form per la registrazione capita spesso di trovare già spuntati i checkbox relativi al consenso per il trattamento dei dati personali. Questo, pur essendo molto utilizzato, è un comportamento che lascia interdetti gli utenti ed inoltre non garantisce che il consenso sia davvero “informato”.

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